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Lui & Lei

Scatti Fiorentini - 1 parte


di summeroflove
31.12.2025    |    1.761    |    0 8.0
"Poi, siccome mio marito è un po’ scemo, lo conoscete già no?” Sentii il marito di Mara ridere in sottofondo e dire qualcosa che non capii “Appunto..."
Quel lunedì mattina, il rientro in ufficio fu più traumatico del solito. L’auto che fa i capricci per il freddo, il traffico, il parcheggio che non c’è. Fino a qui un normale inizio di settimana.

Quando finalmente mi sedetti alla mia scrivania, le parole della mia collega Emma mi fecero scorrere un brivido lungo la schiena.

“Fabiana, è passata prima Mara a lasciarti una cosa… non so cosa è. Te l’ha messa sotto alla tastiera” la sua voce lasciava intendere che sapeva benissimo cosa fosse quella “cosa”

Con malcelato imbarazzo le risposi che mi interessava poco, visto che si trattava di Mara, ma lei rispose solo con un “Eh” che mi spiazzò.

“Con tutto quello che si dice di Mara, hai visto…”
“Eh si”

Sembrava che Emma volesse evitare il discorso, non per un coinvolgimento personale nella storia (non ce la vedevo proprio ed ero sicura che ancora non avesse perdonato il marito per quella infelice uscita su Mara, alcuni mesi prima al Piazzale Michelangelo) ma quasi per impedire un discorso più approfondito, che avrebbe portato a delle domande le cui risposte sarebbero state dei macigni per me e la mia vita professionale in quell’ufficio.

Alzai la tastiera con discrezione, nascondendo il gesto dietro allo schermo. Si affacciò una foto tipo polaroid di un codice qr. Sul talloncino in basso, una sgargiante “M” rossa siglata a mano. La coprii goffamente con la tastiera, facendo rumore.

“Cose brutte?” Chiese Emma

“N-no figurati. È solo un… una foto. Cioè, non una foto ma… un indirizzo di…”

“È roba che posso vedere? Ho visto che ne aveva un mazzetto in mano”

“NO! figurati se… Saranno quelle stupidate che lei… insomma, è sempre a far un sacco di chiacchiere sulle sue… visto tutte quelle voci? Non passa giorno che non si mette a parlare con questa o con quello delle sue cose…”

“Bah, a me non ha mai detto nulla. E sarà meglio così, visti i giri che ha!” Mi lanciò uno sguardo affilato e studiò la mia reazione.

“Basta ignorarla. Dopo un po’ ti lascia in pace” le dissi.

“Sarà…” rispose Emma. Poi aggiunse “Vabbè, io devo arrivare un attimo giù dal direttore”

Guardai con finta attenzione lo sfondo del mio computer, come se fosse un documento di cento pagine. Quando finalmente Emma fu uscita, alzai la tastiera e inquadrai il codice col mio smartphone.

Un pop up apparve sul mio schermo: “inserisci la password” mentre la riga inferiore recitava: “controlla la mail”

Aprii la posta elettronica sul mio cellulare, ma non c’era niente. Nessuna chiave segreta. Sudai freddo.

Allungai una mano verso il mouse, aprii la posta elettronica sul mio pc aziendale. Cliccai. Tra i tanti messaggi del fine settimana, spiccava uno inviato da Mara, con bandierina rossa e oggetto “il tuo codice”.

“Maledetta stronza!” Pensai a voce alta. Lo aprii. C’era scritto solo “giocaconmara”.

Digitai la password sul mio cellulare e cancellai la mail dal computer.

La foto di una donna col volto pixelato apparve sullo schermo. Mostrava il suo corpo nudo aprendo un lungo cappotto nero. Dietro di lei, lo skyline di Firenze. Non fu difficile riconoscere Mara. Scorsi verso il basso.

“Sabato 24 gennaio - Scatti Fiorentini”

E ancora

“Complimenti! La vostra coppia è stata selezionata per un intrigante gioco che si terrà nella nostra bella città. 5 momenti piccanti in 5 differenti luoghi, per 5 fantastici scatti.”

Seguiva un dettagliato regolamento, punteggiato ogni tanto da foto censurate di Mara, in atteggiamenti poco consoni per le strade di Firenze. Spensi tutto e mi misi al lavoro. Quando Emma rientrò mi feci trovare immersa nella scrittura di un report, chiudendole ogni possibilità di far domande su Mara.

“Che figata! Si, facciamolo!”

Questo il messaggio di risposta del mio uomo. Avevo condiviso con lui l’accesso alla pagina segreta durante la pausa caffè. Non ci mise più di due minuti a rispondere.

La sera a cena ne parlammo apertamente:

“Ma sei scemo? Sarà che ci mettiamo a fotografarci mezzi nudi per strada a Firenze?”

“Sarà fighissimo invece! Chi vuoi che ci veda a fine gennaio? Se fa un po’ più freddo la città sarà deserta!”

“Ma hai letto per bene cosa prevede questo… gioco? Ti arrivano delle coordinate sul telefono, tu raggiungi il luogo. Quando sei arrivato devi mandare un messaggio e aspettare il tema della foto da scattare. Follia!”

“Follia? Come la notte della regina, amore?”

“Che c’entra?”

“O come la festa dei cerchi magici o come diavolo si chiamava…”

“Ma cosa stai dicendo? Qui siamo per la strada! Ci riconoscono!”

“Pensa che spettacolo se ti dicono di andare in piazza Duomo e mostrare il culo”

“Smettila!”

“O se ci chiedono di giocare un po’ su Ponte Vecchio?”

“Finiscila!”

Si avvicinò a me “Guarda che a me non piace farmi vedere dagli altri per la strada! A me eccita da morire trovare il modo di farlo… senza che gli altri ci vedano!”

Qualcosa dentro di me scattò. Una prospettiva che non avevo considerato. Accecata dalla paura di essere scoperta, additata, giudicata, avevo omesso quel gusto proibito sussurrato dal mio uomo.

“Possiamo parlarne con Mara prima?” Chiesi. Ma tutti e due già conoscevamo la risposta.

Provai a chiamarla al telefono ma, come suo solito, non rispose. Le scrissi un messaggio, che restò consegnato e letto per qualche ora.

Verso mezzanotte mi mandò un lungo vocale:

“Amore mio! Scusa ma avevo da fare. Senti, per gli scatti fiorentini domani ti porto la macchina fotografica in ufficio. Ne diamo una a ciascuna coppia, siete già in dieci. Dell’ufficio, oltre a te, hanno risposto altre due… ma non ti dico chi. Penso che avrai già letto le regole, è tutto spiegato lì. Le prime due coppie che completano le cinque foto… vincono l’invito a casa mia la sera stessa e potranno visitare la mostra che mio marito preparerà con le foto di tutti i partecipanti. Poi, siccome mio marito è un po’ scemo, lo conoscete già no?” Sentii il marito di Mara ridere in sottofondo e dire qualcosa che non capii “Appunto. Siccome è scemo, ha voluto mettere in palio pure altro, ma ve lo dirà il giorno del gioco. Dai ti saluto ora che il vecchio scemo mi sta chiamando a gran voce. Credo che stanotte gli servirà una certa ninna nanna… a domani tesoro, salutami quel bellone del tuo uomo!”
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